CONSIGLI E IDEE PER COMINCIARE

  «Fare una tesi significa divertirsi e la tesi è come il maiale, non se ne butta via niente».

Umberto Eco


Quelli che vi segnaliamo qui di seguito sono alcuni consigli, note tecniche soprattutto, utili per la stesura di una tesi di laurea.

- La scelta dell’argomento

- La scelta del relatore

- La ricerca bibliografica

- La schedatura

- L’impostazione della pagina word

- Note, citazioni, riferimenti bibliografici

La scelta dell’argomento:
La prima cosa da avere ben chiara affrontando una tesi di laurea è l’argomento che si vuole trattare, il livello di profondità che si vuole raggiungere e la difficoltà che ciò comporterà.
Generalizzando, una tesi può essere sostanzialmente "di ricerca" o "di compilazione".
In entrambi i casi l’argomento dovrà stimolare interesse e curiosità.

La cosiddetta "tesi compilativa" offre una panoramica sulla letteratura critica esistente rispetto all'argomento affrontato, fungendo da base di lavoro per ogni studio che voglia approfondire il tema e sviluppare nuove e originali conclusioni. Se si vuole affrontare una tesi di questo genere, meno onerosa in termini di tempo, conviene innanzitutto assicurarsi dell’esistenza e della reperibilità del materiale bibliografico.

La "tesi di ricerca" è certamente più impegnativa e in un certo senso rischiosa. Richiede una messa in gioco e "su carta" delle proprie idee, delle proprie conclusioni. Importante in questo tipo di lavoro è tenere sempre presente ciò che si vorrà arrivare a dire, a dimostrare. La conclusione sarà paradossalmente la vostra guida, il principio di organizzazione di tutto il materiale trattato. Naturalmente questa sarà il frutto di un processo lento e si andrà costruendo durante lo studio delle pubblicazioni esistenti in materia.

 
 

La scelta del relatore:
Un buon relatore è un elemento fondamentale per la stesura della tesi di laurea. Dovrà anzitutto essere interessato all'argomento trattato. Sarà lui a consigliarti i primi testi di riferimento, a darti indicazioni per la stesura del piano di lavoro e a correggere i tuoi errori. Informati prima sulla sua disponibilità. Avere stima in lui è importante…ti aiuterà nei momenti di sconforto.

Purtroppo molto spesso il relatore si rivelerà assolutamente indifferente al tuo lavoro. Forse sarà anche difficile reperirlo ai ricevimenti. La sua funzione potrà però essere svolta dal correlatore o da un suo assistente. La cosa più importante è che non ti sia d’ostacolo nel tuo lavoro.

 

La ricerca bibliografica:
Se hai deciso di trattare un argomento che conosci poco sarà importante cominciare dai testi più importanti per prendere confidenza con il tema. Affidati ad un esperto per farti consigliare: il relatore o qualche altro professore, il tuo libraio di fiducia, il bibliotecario.

La seconda fase è una ricerca approfondita nella tua biblioteca: per soggetto, per oggetto. Non limitarti all'uso del computer sul quale non sono ancora stati trasferite tutti i dati delle acquisizioni: l'archivio cartaceo potrà riservare piacevoli sorprese.

Una ricerca delle tesi già compilate sull’argomento può essere molto utile per recuperare la bibliografia. Puoi utilizzare il nostro motore di ricerca inserendo le parole chiave.

Adesso puoi sbizzarrirti in una ricerca su internet, utilizzando i nostri link ai principali motori di ricerca, ma soprattutto alle principali biblioteche universitarie italiane ed estere.
 
 

La schedatura:
Ci sono fondamentalmente due livelli di schedatura:
- il primo è la scheda con le notizie di tutti i libri che ti passeranno tra le mani. Sarà composta di titolo, autore, editore e anno di edizione, ma dovrà soprattutto riportare la collocazione bibliografica. Ti sarà utile quando vorrai cercare quel libro che in un primo tempo ti era  sembrava irrilevante.
 
 
colloc.: Bdu 324465

Eco, Umberto, Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche, Bompiani, Milano 1985 

scaletta                                      Eco 1985, p. 28

«…una delle prime cose da fare […] è scrivere il titolo, l’introduzione e l’indice finale – e cioè esattamente quelle cose che un autore fa alla fine».

  - il secondo è la schedatura del libro che stai leggendo. Deve riportare in alto a destra l’autore, l’anno di edizione e la pagina di riferimento, mentre in alto a sinistra riporterà le categorie, o parole chiave, relative  alla parte di testo virgolettato che avrai riportato in ogni singola scheda. In questo modo, a seconda dell’argomento affrontato, avrai a tua disposizione una serie di appunti e citazioni che dovrai solo “tagliare” e “incollare” nella tua opera prima.
 

L’impaginazione Word:
la cosa più conveniente per non perdere tempo inutilmente è fare un’imposta pagina iniziale, definendo i margini della pagina, il tipo e la dimensione del carattere, l’eventuale spaziatura.

Probabilmente queste indicazioni ti verranno fornite dal relatore, ma solitamente ogni pagina dovrà essere di 30/35 righe di 65/70 battute ognuna. I margini saranno di 3 cm per il superiore e l’inferiore, di 3,5 cm ai lati.

 

Note, citazioni e riferimenti bibliografici:
rispetto a note e citazioni non esiste una regola unica. Quella che vi consigliamo è una delle più diffuse e precise.


- note: vengono create con il comando “inserisci-nota” e vengono numerate in progressione. Il rimando di nota precede il segno d’interpunzione (ma segue le parentesi e le virgolette).
A piè di pagina, al corrispondente numero di nota si avrà (es.):

- H. Bergson, Le rire (1900), trad. it. a cura di A. Cervesato e C. Gallo, Il riso, Laterza, Bari, 1916, 1987, p. 52.

- riferimenti bibliografici: la prima volta che si cita un’opera occorre dare gli estremi completi (separati da virgole), ivi compresi: autore con iniziale puntata; se possibile titolo e anno di edizione originale; titolo dell’edizione o traduzione da cui si cita; nome del traduttore (facoltativo)editore; luogo; anno; pagina. Es:

- K. Jaspers, Allgemeine Psychopatologie, Springer, Berlin, 1913, trad. it. Psicopatologia generale, Il Pensiero scientifico, roma, 1964, p.120.


- S. Freud, «Das Unheimliche» (1919), trad. it. di S. Daniele, «Il perturbante», in Opere di Sigmund Freud, a cura di C.L. Musatti, vol.9, Boringhieri, Torino, 1977, pp. 85 sgg.

- virgolette: sono sempre doppie basse (a sergente), mentre le doppie alte o singole vengono usate all’interno di altre virgolette.
 
 
 



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